02/03/09

Una Soça


Perché Una e non La Soça? Perché ce n'è una per ogni valdostano o quasi. Intanto c'è chi la chiama soça chi sorça chi sorcha (pronuncia: sosa, sorsa, sorscia) eppoi c'è quella invernale, quella primaverile, quella autunnale... C'è quella con il lardo, la carne bovina, suina, salata...
Insomma, questa è Una delle tante. Una che abbiamo preso dalla ricetta del ristorante "Lou Tchappé" di Cogne pubblicata su "Ricette di Osterie e Ristoranti della Valle d'Aosta" Slow Food Editore.


Noi l'abbiamo interpretata così:

Ingredienti per quattro persone (tenete presente che è un piatto unico)

350 g di carne sotto sale (tseur achétaye)
200 g di cavolo verza
600 g di patate (tartifle, in questo caso Agria del nostro orto)
50 g di Fontina
1 litro d'acqua
1 porro (piccolo)
una foglia di alloro e una di salvia
1/4 di spicchio d'aglio, circa ;-)
una noce di burro

Se non avete una macelleria valdostana nei paraggi potete mettere la carne sotto sale con rosmarino, salvia e aglio in frigo per quattro o cinque giorni in un contenitore ermetico.

Lavate ripetutamente la carne per togliere il sale e tagliatela a cubetti di 2 centimetri di lato.
Lavate e tagliate a grossolanamente il cavolo.
Lavate e tagliate a rondelle fini il porro, mettetelo in una pentola con l'acqua, l'alloro e portate ad ebollizione. Quando l'acqua bolle, aggiungete il cavolo e la carne e lasciate cuocere per 50 minuti circa. A questo punto mettete in pentola le patate pelate e tagliate a fette di mezzo centimetro di spessore e fate cuocere altri 50 minuti. Aggiustate di sale se dovesse servire.


Quando le patate saranno cotte rompete grossolanamente quelle che ancora saranno intere, con una schiumarola mettetele in una pirofila poi aggiungete il liquido rimasto. Tagliate la Fontina a fettine sottili e distribuitele sulla sorça, cospargete il tutto con il burro fuso e mettete in forno caldo a 180° per alcuni minuti. La Fontina deve fondere ma non gratinare, così come deve sottolineare i sapori senza sovrastarli (per questo sembra così poca).


Noi abbiamo usato una Fontina del signor Abram proveniente dall'alpeggio della Conca di By (si legge Bi), casello 242 e 243 (è stampigliato profondamente su ogni forma). L'abbiamo comprata alla Cooperativa Fontina di Saint Christophe.
Eccola nelle mani della signora Marisa.

5 commenti:

Michelangelo ha detto...

Ho sentito parlare di "carbonada"...giusto? di che si tratta?

Scribacchini ha detto...

Si, si chiama proprio carbonada. E' una sorta di spezzatino/civet fatto con carne sottosale e vino rosso in media/bassa valle, vino bianco in alta valle.
Ormai la stagione della "tseur achétaye" (carne sotto sale) è finita e mi sa che fino al prossimo inverno non ci cimenteremo con la carbonada ma la si può trovare tutto l'anno in ristoranti e agriturismo magari senza la molto "presente" carne sotto sale.

iLa ha detto...

Bello questo piatto. Io non l'ho conoscevo. Si puó provare anche sostituendo la carne salata con lardo o carne bovina, giusto?
iLa

Tartifla ha detto...

Esatto, oppure costine di maiale o pancetta.

Anonimo ha detto...

E' spettacolare con amici e il secondo anno che ci ritroviamo per prepararla. Noi la facciamo di bovino con il macellaio di fiducia che prepara 15 giorni prima la carne con spezie varie. W la sorca